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 Oggetto del messaggio: L'assedio al Premier....
MessaggioInviato: domenica 4 ottobre 2009, 9:38 
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Il premier: vogliono aggredire il mio patrimonio I giudici: Fininvest paghi 750 milioni alla Cir

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 Oggetto del messaggio: Re: L'assedio al Premier....
MessaggioInviato: venerdì 9 ottobre 2009, 14:37 

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"Processi farsa, lo dirò in tv"

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 Oggetto del messaggio: Re: L'assedio al Premier....
MessaggioInviato: giovedì 3 dicembre 2009, 8:31 
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Ve lo ricordate Pasquino ? A leggere queste frasi si riesce non solo a fare "analisi" con ottimi elementi di "notizia" ed altri puramente informativi e riservati, ma si riesce quantomeno a meditare un bel po su cosa potrebbe accadere nel prossimo futuro al nostro Bel Paese...

Un link ad un sito dichiaratamente di parte ( e quindi spesso estremamente fazioso) ma in cui spesso e comunque si trovano articoli obiettivamente molto interessanti :


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 Oggetto del messaggio: Re: L'assedio al Premier....
MessaggioInviato: sabato 12 dicembre 2009, 9:13 
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Graviano fa finire le accuse di mafia in una barzelletta
Il boss: «Non ho mai conosciuto Dell'Utri E a Spatuzza non ho detto quello che racconta»


(fonte : ilTempo.it)
12/12/2009

Filippo Graviano infatti ha deposto in videoconferenza dal carcere di Parma. Dietro le sbarre si è appasionato alla matematica e sta terminando gli esami per conseguire la laurea in Economia e commercio. Maglioncino di lana verde scuro, capelli corti, emaciato, è reduce da un infarto, si è presentato in videoconferenza assistito dall'avvocato Giuseppe Oddo. Tono pacato, nel suo esordio non lasciava molto spazio all'immaginazione: «Intendo rispondere nei limiti delle mie possibilità». Ma alla fine parla per più di un'ora. E smentisce il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, che appena una settimana fa, a Torino, aveva detto in aula che Filippo Graviano gli avrebbe riferito, durante un colloquio in carcere: «Se non arriva nulla da dove deve arrivare possiamo pensare a parlare con i magistrati ma prima dobbiamo parlarne con mio fratello Giuseppe». «Non ho mai detto quelle cose a Spatuzza», dice categorico Filippo Graviano. E così anche l'immaginazione dei mafiologi in versione anti Berlusconi ha dovuto scontrarsi con la realtà dei fatti. Il premier impegnato oltralpe per impegni internazionali liquida la deposizione di Filippo Graviano con uno sconsolato: «E che vi devo dire...? Ci sono state delle comiche. Che vi aspettavate? Sono tutte chiacchiere, tutte falsità». E il Presidente della Camera Gianfranco Fini, spiega che la deposizione del boss «dimostra che occorre avere fiducia nella volontà e nella capacità della magistratura di accertare la verità». Le dichiarazioni di Graviano rinfrancano Marcello Dell'Utri che sbotta contro coloro che lo vogliono già condannato. «Che dovrei fare, salti di gioia? - dice ai giornalisti - Non ne faccio, perchè io la mia pena la sto già scontando... È scandaloso quello che è stato fatto da Annozero». «Sono stanco -sbotta ancora - dopo 15 anni lo dico sono stanco, sinora ho cercato di stare relativamente tranquillo ma ora sono proprio stanco. Oggi i processi li fanno in televisione e sono finito in un circuito mediatico. Chiedo ai giudici di essere giudicato subito, finiamola con questa storia». Il boss di Graviano all'ergastolo per strage smantella una a una le dichiarazioni di Gaspare Spatuzza. «Nel '94 (cioè nel periodo in cui, secondo Spatuzza, i Graviano avrebbero avuto assicurazioni da settori della politica ndr) non c'era nessuno che doveva farmi promesse - spiega Filippo Graviano in videoconferenza - perchè io all'epoca dovevo scontare solo quattro mesi di carcere. Perchè avrei dovuto chiedere aiuto?». «E poi - prosegue il boss mafioso - il discorso con Spatuzza sarebbe avvenuto nel 2004. Da allora sono passati cinque anni, se avessi voluto consumare una vendetta lo avrei già fatto. Ma queste cose non mi riguardano». Questo ruolo da boss viene sfruttato da Massimo D'Alema che, con sottile distinguo, precisa: «Spatuzza è un pentito, Graviano non lo è. Spetta ai magistrati accertare il pentimento, però se un pentito fa delle rivelazioni su un boss, è difficile che l'altro confermi le accuse. Graviano è un capomafia, non pentito, quindi non collabora con la giustizia. Sicuramente la sua non è una opinione pro veritate, quindi tocca ai giudici fare delle verifiche». Il teorema Berlusconi uguale Mafia viene smentito anche dall'altro mafioso chiamato in causa dal collaborante Spatuzza: Cosimo Lo Nigro, ex picciotto dei Graviano a Brancaccio. A sorpresa anche lui decide di parlare con i giudici della Corte d'Appello e con il pg Antonino Gatto. E anche lui, come prima Filippo Graviano, smentisce Gaspare Spatuzza. Nella sua deposizione a Torino, la scorsa settimana, Spatuzza aveva raccontato di avere partecipato nel dicembre del '93 a un summit mafioso a Campofelice di Roccella, nel palermitano. All'incontro ci sarebbero stati, secondo il pentito, lo stesso Spatuzza, Giuseppe Graviano e Cosimo Lo Nigro. In quell'occasione il capomafia di Brancaccio gli avrebbe detto che era necessario fare l'attentato contro i carabinieri allo Stadio Olimpico di Roma «così chi si deve dare una mossa, se la dà». Frase che il pentito interpretò come riferita a una presunta trattativa in corso tra la mafia e una parte della politica che, con una nuova strage mafiosa, avrebbe dovuto accelerare. «Non sono mai stato a Campofelice di Roccella e i Graviano li ho conosciuti solo in carcere», taglia corto Cosimo Lo Nigro. L'altro Graviano, Giuseppe, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il più piccolo dei fratelli lamenta uno stato di salute precario, provocato dai rigori del 41 bis, per giustificare la decisione di non rispondere alle domande dell'accusa. Decisione, specifica il boss, che potrebbe essere rivista se le condizioni dovessero migliorare: in caso di «addolcimento» del regime carcerario. Vorrebbe leggere una lettera ma i giudici glielo impediscono.

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