Mai dire Silendo...


Silendo... quo vadis?!

Esiste un solo Silendo o ce ne sono due, tre o mille?

Qual'è l'originale? A quanto pare nessuno.

Quanti siti web di Silendo esistono? Decine...

Sono simili o appositamente differenti...? Sotto la stessa regia? Chi li paga, chi li mantiene, chi detta le regole? I propietari sono dei semplici imprenditori o dei prestanome? Chissà... non lo sapremo mai.

Qualcuno esclamò ! Tranquilli da noi la fantasia non è ancora reato :)

Se solo pensiamo ai famosi "Gladiatori apocrifi" (personaggi di dubbia credibilità diventati comunque famosi, che in più luoghi hanno affermato, mentendo spudoratamente, di aver fatto parte della Stay-Behind Italiana.., la Gladio), è facile trarre la conclusione che di Silendo non ce ne sia uno solo. Non esiste un "esclusività" del nome Silendo, nessun marchio registrato, anche se nel comparto dell'Intelligence italiana il riferimento al motto "Silendo Libertatem Servo" per alcuni è oramai la consuetudine. Nei corridoi dei palazzi esiste ancora l'aggettivo "settimini"..  Chi deve sapere "SA", il dilemma è per il resto dell'opinione pubblica, seppur alla fine a qualcuno interessi davvero qualcosa sulla questione. Uno, dieci, mille Silendo, ma infondo a noi cosa cambia? Il nome indica una persona fisica o molte persone usano semplicemente quel nome quando devono "dire"? Clone, Cloni...

Piacere Mario ! ...e l'altro risponde : Piacere Mario ! Si, ma l'ho detto prima io ! no no, io sono Mario, tu al massimo puoi essere Super Mario o Clone di Mario..  In "pupazzo criminale" il secco già esisteva.. quindi .. sorcio-secco ! Et-voilà ! :-)    Quindi allora decidiamoci, facciamo Silendo e il Clone di Silendo .. :)  E se ce ne fossero altri...????!!!

Le Intelligence Community nel web sono davvero moltissime, e spesso capita di imbattersi in siti più o meno seri che trattano argomenti tematici con diversi approcci. Si va dal sito pseudo-demenziale a quello più accattivante ricco di universitari , freelance , professionisti e anche solo semplici appassionati. A volte chi lavora nel settore della Security, della Sicurezza Informatica e quant'altro ha un approccio tipico che tende a generare una selezione naturale per evitare "concorrenze", quindi tenterà il tutto per tutto per sminuire la controparte, qualunque essa sia. Il titolo fa la differenza,chi ha più lauree se la batte con chi ha più crest, poi c'è chi ha più gadget e chi è stato in America e quindi sta un passo avanti agli altri, daltronde una foto con lo sfondo della casa bianca fa figo, per non parlare di chi acquista la tazza o la maglietta con il logo della CIA, apoteosi:-) La saccenza spesso è all'ennesima potenza, basta seguire qualche meeting tematico e ci si rende subito conto di che aria tira, o sei con noi o sei contro di noi. Stesso vale per corsi, master e Università riconosciute o meno, se non si rientra in certi canoni della casta, si viene letteralmente emarginati dal settore, la parola "snob" è la ferrea regola.  Questo vale sia per mondo reale che e sopratutto nel "virtuale" dove non è possibile sapere chi sta dietro lo schermo ed il gioco è davvero impari non per questo meno divertente. Ma meglio essere, apparire o darla a bere?

Molto spesso si sente parlare di "wannabe", ovvero peronaggi che vorrebbero far parte dei servizi segreti ma nulla hanno a che fare con il comparto (riferimenti alla filmografia sono all'ordine del giorno quando si inizia lo scherno reciproco tra i contendenti del palcoscenico della rete, ognuno vuole essere il maschio alpha). Sicuramente però alcuni riescono a descrivere al meglio certi settori dando l'illusione a chi legge che davvero la sanno lunga... Ci sta chi ha fatto il militare di leva in certi luoghi e sfrutta al meglio la propria esperienza per dare una parvenza di addetto ai lavori, altri invece più astutamente riportano frammenti di notizie ascoltate o riportate da amici che fanno parte dell'ambiente, sia esso centrale che periferico. Anche un addetto alle pulizie se vuole può creare un alone di mistero inventando mille aneddoti verosimili,  e gran parte dei lettori non sarebbe in grado di distinguere di chi si tratta, se di uno interno che vuole semplicemente scrivere un messaggio trasversale o se di un semplice burlone cronico. Inoltre , quale persona che lavora nell'Intelligence è davvero in grado di sapere se tizio o caio è un dipendente delle Istituzioni? Certi comparti sono davvero fatti a camere stagne, e non è detto che sia possibile sapere se tizio è un millantatore qualunque o guardacaso una persona perfettamente sotto copertura. Beh, se fosse così facile sapere chi fà l'agente segreto, allora chiudiamo baracca e burattini e andiamo al mare :)

Non è detto che tizio deve essere per forza conosciuto dal personale interno, funzionario o dirigente che sia... improbabile che il tecnico della macchinetta del caffè non sia altro che un veterano proveniente da altra sede? Di certo se nasce la necessità di un attività particolare, potrebbero essere due, forse tre a sapere dell'Arcano...

Esiste un modo per discriminare pataccari da veri professionisti?

La risposta più scontata è "NO" ! In primis perche troppe volte quelli che riescono a dare la parvenza di esperti seriosi a volte non sono altro che attenti ed appassionatissimi lettori di riviste tipo Stratfor, Limes,  o altre rubriche tematiche facilmente recuperabili dal web, se poi in lingua inglese la cosa fa ancora più chic. Beh, è sottinetso che tali personaggi per darsi un tono di esclusività tendono a denigrare il resto, imperativo : chi è fuori dalla casta va annichilito (tipica espressione della tristemente famosa battaglia...). Il branco accerchia chiunque vuol farsi notare, e il resto è storia. Il modus operandi ricorda vagamente il film The Skulls, l'imprinting universitario da un certo tono.


Intelligence Community che dire? Beh, a volte sono un banale collettore di notizie già pubbliche ma comunque riportate ed unite in uno spazio ristretto e quidi più facilmente accessibile dagli appassionati. Ognuno è quasi libero di esprimere la propria opinione, purche in riga con le regole della casta che amministra il tutto ed è pronta a censurare qualsiasi cosa crei imbarazzo.

I servizi segreti entrano nei blog e scrivono ogni tanto qualcosa o si limitano a leggere ed analizzare? Possibile che le decine, centinaia di persone che ogni giorno scrivono cose serie o castronerie siano solo persone che hanno ore ed ore di tempo libero? Chi li paga? E' solo un hobby, un comune passatempo? Ci si illude che scrivendo cose interessanti si possa essere "attenzionati" da qualche Istituzione e magari essere assunti come James Bond?

Ma per esempio, volendo mandare un messaggio a qualcuno veicolando una Intelligence Community è quindi necessario essere "seri" o più banalmente certe cose possono essere scritte tra le righe di un misterioso burlone? Esiste un metro per valutare chi scrive e cosa scrive? E' sicuro che il "modo" di scrivere di qualcuno non possa essere copiato da altri generando un infinità di personaggi talvolta inesistenti? Possibile che la fantasia di certe entità arrivi addirittura a creare finte discussioni, battibbecchi, illudendo il lettore di essere davanti al cane ed al gatto che si litigano il posto sul palcoscenico virtuale dell'Intelligence? Steganografia forse fa venire in mente qualcosa, e se l'analisi semantica oramai è in grado di percepire molti dettagli, non è dato sapere se davvero alla fine NULLA E' COME SEMBRA....



intelligenza_artificiale

INTELLIGENZA ARTIFICIALE

- Programma Aplha 1.0 -


Penso che lo sviluppo della completa intelligenza artificiale potrebbe porre fine alla razza umana. Una volta che gli esseri umani avranno creato l’intelligenza artificiale, potrebbe prendere il via e ridisegnare sè stessa ad una velocità ancora maggiore.
Gli umani che sono limitati dalla lenta evoluzione biologica non potrebbero competere e verrebbero superati.

Stephen Hawking

L'evoluzione tecnologica ci ha ormai portato alla possibilità di produrre macchine che possono autoreplicarsi. Queste macchine da sole possono riprodurre codici software e algoritmi in modo autonomo, possono scrivere nuovi firmware per i propri microcontrollori e autoaggiornarsi in ogni istante, semplicemente imparando dall'ambiente che le circonda. Possono progettare nuovi componenti partendo da elementi basi che loro stessi possono reperire, il limite stavolta non è la fantasia ma la fantascienza.

Esistono progetti di questo tipo già in avanzato stato di sviluppo tenuti segreti agli stessi governi per evitare un uso incontrollato?

Può una macchina acquistare dei componenti on-line come fosse una persona e poi costruire a sua volta un'altra macchina ?

Aziende, multinazionali o semplici geni sono già riusciti in un impresa apparentemente impossibile?

E' molto probabile che gran parte di questi progetti siano sconosciuti persino ai servizi segreti... e chissà perche ;)

Programma Alpha, un idea, un'invenzione o solo fantascienza

Tutto inizio con una piccola scheda Raspberry_pi...Linux...OpenSource... e poi il resto è TOP SECRET ;)

 

Cosi' il Kgb comprava i segreti industriali italiani

Cosi' il Kgb comprava i segreti industriali italiani
(dal Corriere della Sera)
3 dicembre 2009

In Procura l' archivio di un ex viceconsole sovietico: 31 nomi, tra cui manager con accesso a informazioni riservate. Nelle carte due giornalisti: Zvietkov e Bar. La spia dava appuntamento a Milano

Cosi' il Kgb comprava i segreti industriali italiani In Procura l' archivio di un ex viceconsole sovietico: 31 nomi, tra cui manager con accesso a informazioni riservate ROMA - Era un giovedi' sera del 1991. Giovedi' 14 febbraio, notte di San Valentino. E nessuno ha mai voluto spiegare se a decidere per quella data, festa degli innamorati, fosse stato il caso o l' ironia tagliente di due agenti della Cia una settimana prima, sul lungomare di Sanremo, quando le ultime istruzioni erano state consegnate. Il "compagno cittadino" Serghei Illarianov, 30 anni, viceconsole a Genova dell' Unione delle repubbliche socialiste sovietiche, abbottono' il suo morbido gessato, prese sottobraccio la moglie, saluto' i domestici della villa - residenza di Nervi con lo stesso sorriso con cui, la sera prima, aveva visto per l' ultima volta i suoi amici italiani. Chiamo' un taxi. Si lascio' sprofondare nel sedile posteriore. Penso' con piacere alla sua destinazione. Disse con un sorriso rivolto alla moglie: "A Langley, Virginia, Stati Uniti d' America". Di quell' addio improvviso seppero in pochi, ma capirono in molti. Finche' , negli ultimi mesi di quel 1991, in un ufficio della direzione del Sismi, uno dei dirigenti del nostro controspionaggio militare comincio' a scorrere l' appunto arrivato dalla Cia: "Il sottoscritto Illarianov Serghei, nato a Mosca il 19 Maggio 1951...". Era stato di parola il "compagno" Serghei. In cambio della cittadinanza americana, di una nuova vita a Boston, aveva consegnato un patrimonio di conoscenze lungo dieci anni. Trentuno nomi della rete spionistico - militare del Kgb nel triangolo Genova - Milano - Torino. Dall' inizio degli anni ' 80 ai primi mesi del ' 91. E ancora, l' elenco dettagliato dei segreti trafugati dai centri di ricerca Nato, dalle maggiori industrie italiane nei settori della tecnologia informatica, chimica e petrolifera. Era stato di parola, il compagno Serghei. Il dirigente del Sismi sollevo' il telefono, compose il numero del comando del "Ros" dei carabinieri. "C' e' del lavoro per voi e per la Procura di Genova...". "Allora questa e' roba per Riccio, del Ros di Genova". E quando squillo' anche il suo telefono, il maggiore ebbe un' idea: "Chiamiamola operazione Ottobre rosso. Si' , Caccia a Ottobre rosso". Avrebbe avuto piu' fortuna il film con Sean Connery. Perche' sette anni dopo, per una qualche carambola di "competenza", per il rifiuto opposto dalle autorita' americane nel marzo ' 92 ad una richiesta di rogatoria nei confronti dell' ex viceconsole sovietico a Genova, il "dossier Illarianov" con il suo carico di spie e segreti, dopo essersi ingiallito negli archivi giudiziari di Sampierdarena, cui era stato destinato, fini' in un cassetto al terzo piano della Procura di Roma a far compagnia al piu' celebre incartamento "Mitrokhin". Peccato, perche' nel leggerlo oggi pare proprio di vederlo ancora il sorriso e l' entusiasmo del compagno Serghei seduto nella "casa del bosco" di Langley. Serghei non aveva dimenticato nessuno dei 31 agenti dei suoi anni italiani. Di molti conosceva anche la vera identita' . Di altri il solo nome in codice. Certo, non aveva dimenticato Vito, quel professore di ingegneria cinquantenne dell' universita' di Modena che aveva deliziato la seconda branca del Kgb (spionaggio militare) a Mosca con i segreti che avevano annullato anni di ricerche Nato nella guerra antisommergibile. Lo aveva reclutato nel 1986 un ufficiale della Lubianka, Aleksandr Petrov, distaccato all' ambasciata di Roma. Lo stipendio non era male (tra i 7 e i 10 milioni al mese) cosi' come la gratifica in rubli pensata, chissa' perche' , per essere accumulata a titolo di pensione (300 rubli al mese). Si dava proprio da fare Vito e se si eccettua un brutto litigio che gli costo' due anni di congelamento, lo stipendio fini' per guadagnarselo. Dalle sue mani passano in quelle del controspionaggio militare sovietico i test di propagazione acustica e di localizzazione passiva per la caccia sonar antisommergibile. Grazie a lui e a occhi inconsapevoli di cui si serviva, le ricerche della Oto Melara commissionate dall' Alleanza Atlantica diventano un segreto di Pulcinella che consente alla Marina sovietica di modificare in tempo reale i sistemi di individuazone e risposta al programma sul magnetismo dei sommergibili con cui la Nato si illude di poter bucare le difese del Patto di Varsavia. Quando aveva qualche cosa da dire, Vito non doveva fare altro che salire su una macchina e infilarsi in un bar della costa, a Rapallo o a Chiavari. Se proprio andava male, Milano, in pieno centro. Certo, Vito non valeva Gans. Un fior di tecnico pescato a Milano, coltivato dall' 83, controllato da Serghei nell' 86 e quindi "ceduto" nell' 87 a Mikhail Kovalev, console generale sovietico di Milano. Di milioni ne prendeva 40 l' anno, Gans e in cambio offriva a Mosca le chiavi del linguaggio Ibm, il codice Sip per la rete telefonica gratuita Italia - Usa, al punto da guadagnarsi la qualifica di "Agent Verbovshk", agente principale. L' unico autorizzato ad essere a capo di una rete. A poter disporre dei servizi di due sub - agenti, Nel e Wolf. A Milano incrociava anche un altro buon "cliente" del Kgb. Un curioso uomo di mezza eta' , talmente sicuro di se' da farsi chiamare per nome, R.M.. Molto ricco, dal doppio passaporto. Italiano e brasiliano. Diceva di essere un importatore, in realta' , grazie ad un amico caposcalo, non conosceva il significato della parola "dogana" e caricava su una pista dell' aeroporto della Malpensa i Tupolev arrivati da Mosca per portarsi via la tecnologia Vax, quella utilizzata dalla Nasa per il primo lancio dello Shuttle. Informazioni preziose, quasi quanto quelle di altri due milanesi: Lurie, un ingegnere della Snia, e l' informatico Mark. Del primo, racconta alla Cia Illarianov: "Forni' importanti notizie su centrali elettriche e oleodotti. In particolare, su una centrale elettrica in Egitto, su una raffineria greca, su un importante gasdotto e sul poligono francese per il vettore spaziale Ariane". Del secondo, invece, Serghei ricordava "l' attaccamento al denaro". I 15 mila dollari annui di compenso per le informazioni sui calcolatori Ibm serie 370,3090,3080, li volle in contanti. Meglio, in "sole banconote da 50 mila lire". Sta di fatto, che in cima alla lista dei "reclutati" italiani figuravano Karbon - Konstantin e Kapral - Kras, l' ingegnere da 90 milioni l' anno che regalo' all' Urss il segreto della produzione del kevlar (materiale utilizzato per corazzature, giubbotti antiproiettile ed elmetti) l' ammiraglio della Marina militare italiana (oggi in pensione) che consegno' a Mosca i segreti navali della Nato. Che avessero dovuto nel tempo cambiare entrambi il loro nome in codice fu una di quelle "necessita" che solo spie di lungo corso potevano vantare. Ma l' ammiraglio - aggiunse Serghei a Langley - aveva addirittura fatto qualche cosa di piu' : "Forni' l' 80 per cento delle notizie della branca dello spionaggio militare". Carlo Bonini ----------------------------------------------------------------- L' INCHIESTA Nelle carte due giornalisti: Zvietkov e Bar Uno era solito dare appuntamento al suo contatto sovietico in un ristorante ROMA - Dei 31 nomi in codice del dossier Illarianov, venti hanno un' identita' anagrafica "precisa" o comunque "altamente probabile". Il rapporto del Ros di Genova che nel ' 92, a chiusura dell' operazione Ottobre rosso, venne consegnato al Procuratore capo Virdis (e quindi archiviato sulla base della mancata concessione della rogatoria da parte degli Usa che avrebbe consentito di interrogare l' unica fonte di quelle notizie, Illarianov) conteneva infatti altrettante schede di riscontro. Le stesse che negli ultimi giorni sono arrivate alla Procura di Roma, diretta da Salvatore Vecchione, per essere incrociate con i nomi del dossier "Mitrokhin". Ma tra i due elenchi, come prevedibile, nessun punto di contatto. Vuoi per le diverse epoche cui si riferiscono gli appunti dell' archivista della Lubianka e le conoscenze dell' ex viceconsole sovietico a Genova. Vuoi per i settori diversi di spionaggio cui le due liste fanno riferimento. Uno solo, in realta' , il punto di contatto. Nella lista di Serghei, come in quella Mitrokhin, i nomi di giornalisti. Due per l' esattezza, essendo di un terzo (redattore di una rivista di armi) ignoto persino il nome in codice. Nel dossier Illarianov restano dunque i soli "agenti" Zvietkov e Bar. Del primo, la nota informativa del Ros fornisce una probabile identita' , individuandola in una ex firma del quotidiano il Fiorino, anche sulla base di un' analisi linguistica secondo cui Zvietkov andrebbe tradotto "Fiore dei fiori", forma di allitterazione del nome della testata. Di Bar, al contrario, nessuna traccia. Nel ' 92, il Ros concluse infatti genericamente, parlando di "giornalista di un settimanale. Probabilmente l' Espresso, trasferito da Roma a Milano", "controllato" nell' 84 da Alexsandr Tchikov (all' epoca funzionario di ambasciata specializzato nel campo economico e successivamente addetto scientifico) e solito dare appuntamenti nel ristorante "I 4 Mori" in provincia di Varese. C. B. ----------------------------------------------------------------- GLI INCONTRI La spia dava appuntamento a Milano L' agente riconosceva come suo interlocutore solo chi si fosse avvicinato con un settimanale ROMA - Illarianov il nome non lo ricordava, neppure in codice. Ma della sua esistenza si era detto certo. Un impiegato del comune di Novara che, in piu' occasioni, decise di spingersi nell' hinterland milanese per consegnare al Kgb due registri manoscritti sui dati anagrafici di cittadini italiani residenti all' estero. Gli incontri, spiega nella sua informativa il Ros, avvenivano nei comuni di Castano Primo, Turbigo, Buscate, Inveruno, perche' Novara e provincia erano, chissa' perche' , "interdette al Kgb". Cosa se ne facesse la Lubianka di quel materiale e' ignoto. Certo doveva tenerci se e' vero che il travet piemontese fu prima in contatto con il responsabile degli agenti senza copertura ufficiale in Italia e quindi con il viceresponsabile degli "agenti illegali". L' agente Vito, al contrario, aveva un protocollo preciso per la consegna del materiale chiesto da Mosca. Nei bar di Genova, Chiavari o Rapallo, cosi' come nel centro di Milano, riconosceva come suo interlocutore solo chi gli si fosse avvicinato con una copia dei settimanali Espresso o Panorama, per poi chiedergli a bruciapelo: "Ma non ci siamo gia' visti alla Fiera di Milano?". La risposta era fissa: "No, a Genova". Il tempo di attesa limite era di 15 minuti. Anche a Firenze, in piazza san Lorenzo, il Kgb fini' per incontrare qualche volta Gans. Lui, l' agente "Verbovshik", il nodo della rete, uno "dei tre piu' importanti agenti del controspionaggio scientifico - militare in Italia" preferiva il centro di Milano, ma la piazza toscana era l' appuntamento di riserva. Insomma, i segreti si scambiavano li' dove venivano raccolti e dove l' anonimato era la migliore delle coperture. Con un' unica eccezione: l' ammiraglio Kapral. Per lui, che convocava a Roma, spesso si preferi' l' Ungheria. E pensare, si legge nell' informativa che lo riguarda, che questo fini' con l' insospettire Mosca, al punto da farlo ritenere, anche se per poco, un "provocatore" del controspionaggio italiano. Quel Sismi che, in 10 anni, un agente doppio - giochista lo aveva conquistato: Vlad, l' ingegnere esperto in sistemi di difesa sottomarina e cavi ottici. C. B.

articolo di Bonini Carlo
tratto da :
Pagina 9
(28 ottobre 1999) - Corriere della Sera
 

Raspberry Pi & Intelligence

 

 

>>> link esterno <<<

Copiati i video degli aerei senza pilota Usa

Copiati i video degli aerei senza pilota Usa

fonte : lastampa.it

19 dicembre 2009

CORRISPONDENTE DA NEW YORK

Per intercettare i droni del Pentagono basta adoperare un programma di software del costo di 25,95 dollari, in vendita su Internet. A scoprirlo è stata l’intelligence militare americana dopo aver catturato, prima in estate e poi in autunno, alcuni guerriglieri sciiti iracheni trovandoli in possesso di computer portatili sui quali erano state scaricate centinaia di ore di filmati ripresi dagli aerei senza pilota degli Stati Uniti. Non c’è voluto molto per appurare che gli sciiti avevano adoperato lo stesso programma di software, SkyGrabber, realizzato da una azienda russa per poter catturare con facilità dati dai satelliti.

Era dalla metà degli anni Novanta, quando i droni dell’Us Air Force debuttarono in occasione della guerra in Bosnia, che il Pentagono era al corrente dell’esistenza di un tallone d’Achille nel sistema di trasmissione dei dati raccolti a terra ma finora mai nessuno era riuscito a sfruttarlo. James Clapper, capo dell’intelligence del Pentagono, si trova ora ad ammettere che «il punto di vulnerabilità» è stato scoperto, mettendo così a rischio di infiltrazioni l’intero sistema di raccolta immagini da parte dei veivoli senza pilota. David Deptula, il generale responsabile della flotta dei droni che compone oramai il 36 per cento dell’aviazione militare, ritiene che ci sia l’Iran dietro l’impiego sistematico del software russo per catturare i video girati dai droni sui cieli dell’Iraq.

La pista iraniana è stata avvalorata - scrive il «Wall Street Journal» che ha svelato l’intera vicenda - dalle indagini dell’intelligence Usa, secondo cui i militanti sciiti, appartenenti a gruppi iracheni finanziati da Teheran, sarebbero stati addestrati a scaricare sui computer i video dei droni al fine di evitare la cattura e poter condurre i propri traffici illeciti con maggiore sicurezza. Il Pentagono ha reagito alla fuga di notizia senza smentire ma precisando che «i droni che operano in Afghanistan e Pakistan» non sarebbero a rischio di essere intercettati per il motivo che adoperano un sistema di telecamere più avanzato, denominato «Gorgon Stare», basato su una tecnologia più sofisticata che consente, fra l’altro, di poter girare molteplici video recapitando immagini a terra a dieci differenti terminali.

Lo stesso Pentagono ha voluto precisare che i militanti sciiti non sarebbero mai riusciti ad adoperare i video ottenuti per nuocere alla sicurezza di militari Usa in Iraq ma il fatto che i guerriglieri abbiano potuto violare le super-segrete comunicazioni satellitari dei droni segna una svolta, lasciando intendere che i gruppi jihadisti sono in grado di portare minacce hi-tech sullo scacchiere del Medio Oriente. Solo 24 ore prima delle rivelazioni del «Wall Street Journal» il generale David Petraeus, comandante delle truppe in Medio Oriente, aveva accusato l’Iran di «armare i militanti in Iraq e Afghanistan» causando seri grattacapi alle forze Usa.

Nonostante le rassicurazioni da parte del Pentagono, il blitz messo a segno dall’intelligence iraniana solleva ora al Congresso di Washington dubbi sulla possibilità di interferenze sul teatro di guerra Afghanistan-Pakistan, dove i comandi militari e la Cia stanno usando i droni in maniera massiccia tanto per braccare i jihadisti di Al Qaeda in Pakistan che per sostenere lo schieramento dei 30 mila rinforzi inviati in Afghanistan da parte della Casa Bianca. In particolare sui cieli di Kabul sono in arrivo i Reaper MQ-9, il cui vanto è di essere invisibili ai radar: anche se ora dovranno guardarsi dagli hacker.

 

Emirates

.___

GOOGLE : Informazioni in tempo reale !

(fonte : Hardware upgrade.it)

Google è il motore di ricerca più diffuso e apprezzato, anche se il concorrente Bing in alcune aree del pianeta insegue con trend di crescita interessante. Google mantiene la leadership e continua a introdurre novità a ritmo decisamente incalzante. Oltre alla possibilità di ricercare tra pagine web, immagini, video e tutti le fonti già ben note Google introduce la possibilità di ricerca anche nei messaggi di Twitter, oltre a Facebook, MySpace, FriendFeed, Jaiku e Identi.ca.

Per rendersi conto della nuova opzione introdotta segnaliamo questo link e invitiamo alla visione di questo breve video.
_


L'utente avrà quindi accesso a una nuova mole di risultati derivanti dai messaggi in tempo reale disponibili sui vari network indicizzati da Google. A Mountain View promettono anche di tutelare gli utenti sul fronte della privacy e qualche novità in tal senso verrà diffusa in seguito, anche se come più volte affermato da Google gli spyder del motore di ricerca non fanno altro che accedere a pagine comunque disponibili a qualsiasi utente sul web. Eventualmente, dovranno essere gli utenti a prendersi a cuore a dimostrare maggior attenzione.

Con questa opzione si aprono interessanti scenari: siti web dedicati alle news, agenzie stampe e servizi simili che fino ad oggi hanno segnalato notizie e accadimenti dal mondo si vedranno affiancati da brevi Tweet, magari più tempestivi e efficaci. Sarà anche interessante valutare in che modo Google sceglierà quali Tweet pubblicare e in che ordine. Inoltre, molti giornali online hanno iniziato a utilizzare proprio Twitter e strumenti simili al fine di offrire un'informazione real-time in occasione di particolari avvenimenti.

E' indubbiamente uno scenario in costante evoluzione con interessanti nuove opportunità per le varie parti, una situazione "liquida" destinata a evolvere in breve periodo. L'indicizzazione dei contenuti di Twitter e di altri servizi simili giunge in un periodo nel quale Google presenta importanti novità, tutte incentrate sulla ricerca online mobile e non solo.

(fonte : Hardware upgrade.it)
 

Tompkins, l’agente segreto che si fece scrittore

 

>> link <<

Come funzionano i Servizi Segreti

COME FUNZIONANO I SERVIZI SEGRETI

un Libro di Aldo Giannuli

Il testo è diviso in due parti:

- la prima, più elementare, è rivolta ad un pubblico alle prime armi e, dopo un breve capitolo storico, descrive le attività informative e le operazioni speciali dei servizi segreti;
- la seconda parte riguarda, invece il ruolo crescente dei servizi segreti nel Mondo. Quindi i nuovi tipi di guerra e le nuove sfide. Molta attenzione è dedicata al tema della guerra economica ed alla convergenza fra i servizi segreti statali e quelli privati delle multinazionali nel mondo dell’ipercapitalismo finanziario, quindi alla trasformazione dell’idea stessa di guerra che non è più riducibile al solo aspetto militare. Gli studi strategici, ormai intrecciano senza soluzione di continuità i dati militari con quelli politici, economici, sociali, finanziari, tecnologici ecc. e prendono in considerazione modelli operativi che mescolano indifferentemente i vari piani (dall’uso del terrorismo alle manovre di destabilizzazione finanziaria, dall’appoggio alla criminalità ed alla pirateria all’aggressione batteriologica o informatica) secondo le dottrine della “guerra asimmetrica”.

L’esito finale è il profilarsi del pericolo di una guerra coperta, asimmetrica, globale che ci obbliga a rivedere tutte le nostre chiavi di lettura politiche.

Il libro si conclude con un appendice che invita ad applicare queste nozioni alla tranquilla, rituale lettura mattutina del giornale, insieme alla colazione: “Cappuccino, brioche ed intelligence” riporta alcune notizie uscite di recente sulla stampa proponendone possibili letture alternative, un po’ più maliziose. Il giornale letto come lo leggerebbe l’operatore di un servizio segreto. Beninteso: lo scopo non è quello di dire come effettivamente siano andate determinate vicende, ma quello di “leggere il giornale con gli occhiali dell’intelligence”, cioè come le leggerebbe un operatore del settore mettendole in relazione con altre notizie precedenti e spesso dimenticate.
Un gioco intellettuale che, però, può servire a renderci un po’ più pronti a misurarci con una realtà che cambia e nella quale i servizi segreti hanno un ruolo sempre maggiore.

Link...
_