GLADIO su HISTORY CHANEL : Informazione o Disinformazione ?

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sabato 14 novembre 2009

Vedremo tra pochi giorni su SKY, in che modo verrà esposta la vicenda GLADIO, se si "limiteranno" esclusivamente ad un riassunto "storico" obiettivo ed equilibrato o se il filmato sarà l'ennesimo caso di disinformazione ed "intossicazione" della verità e realtà storica della STAY-BEHIND Italiana (Gladio), includendo forse come consuetudine una serie martellante di "ipotesi" e "supposizioni" in quello stile fazioso e modalità tali da farle passare per attendibili e storicamente "verificate" e quindi comprovate da una ipotetica documetazione. Le persone che saranno spettatori di tale "documentario" quindi saranno in ogni caso di fronte ad un qualcosa in cui crederanno ciecamente non potendo fare nessun riscontro ogettivo sui singoli episodi ne tantomeno una "verifica" se quello che gli viene presentato da un autorevole trasmissione (quindi assolutamente credibile per default e definizione) sia il contenuto totalmente o parzialmente vero o falso.

Questa purtroppo è la grande differenza che esiste tra "notizia" ed "Informazione".

La Gladio intesa come struttura militare , NON HA MAI fatto parte di alcuna azione criminale in Italia come molti "faziosi" spesso continuano a sostenere con ipotesi , illazioni, diffamazioni varie e "supposizioni" senza peraltro alcuna "prova certa" di quel che dichiarano e danno in pasto alla stampa e all'opinione pubblica;
palesemente quindi dando "colpe" alla Gladio per azioni compiute invece da piccoli gruppi (ben conosciuti anche dagli inquirenti) criminali estremisti di quei tempi.
Vi sono peraltro alcuni cosiddetti "Gladiatori Apocrifi" (che inperversano su internet con i loro blog ed i loro fans a cerca di complotti e misteri , con racconti davvero fantasiosi per non dire fantastici, privi di alcun documento che ne attesti la veridicità, ne tantomeno "testimoni" che possano affermare quel che dicono) che millantando di aver fatto parte di strutture della Gladio MAI consociute negli ambienti "ufficiali" ed inoltre i loro nomi non compaiono in NESSUNA LISTA "ufficiale" del Ministero della Difesa o del Sismi.
Per chi vuole documentarsi, consiglio di leggere molti documenti "ufficiali " ed anche le sentenze di ASSOLUZIONE PER NON AVER COMMESSO IL FATTO degli imputati delle vicende di quel periodo storico chiarito, ma che a molti ancor oggi fa "comodo" rimettere in discussione per vari motivi puramete politici.

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venerdì 27 novembre 2009

 

Non so quanti di voi hanno seguito ieri sera il 'documentario' relativo a Gladio ( su SKY - history chanel ), ma devo ammettere che gran parte del video è stato abbastanza fazioso per non aggiungere altri aggettivi più forti e pesanti, ed avrete notato che quanto detto è in forte contrasto con i fatti 'documentati' anche dai processi svoltisi con l'assoluzione di tutti gli imputati appartenenti alla Gladio (Ufficiale). Dopo anni ancora si tenta a tutti i costi di addosare colpe di piccoli gruppi eversivi ed estremisti (per es. Il giudice Casson identificava Vincenzo Vinciguerra membro del gruppo di estrema destra "Ordine Nuovo", che non centra NULLA con Gladio) , criminali a vario titolo e con diverse ideologie politiche, con quello che era la Gladio, come se a tutti i costi si debba ancora oggi demonizzare e danneggiare l'immagine di una struttura efficace e professionale di cui forse qualcuno ancora ha timore possa tornare in atto in piena efficienza per lo Stato. Quando anni fa qualcuno ebbe l'idea di impiegare la Gladio per il contrasto alla criminalità, al terrorismo, alla droga, cosa strana ed "anomala", furono molti ad essere contrari, forse sapendo bene che la Gladio poteva ottenere brillanti risultati e debellare fenomeni sociali ancora oggi critici e dannosi per l'intera comunità Italiana. Purtoppo la libertà di espressione è anche questo, non si può quindi censurare chi dice stupidaggini, falsità appositamente costruite per "danneggiare" ed "infangare" e cattiverie di ogni tipo, dobbiamo "sopportare in silenzio" e sperare che l'intelligenza di chi vede ed ascolta certe trasmissioni (di parte) riesca a capire che qualcosa non torna, ma è un utopia.. (oltre il 90% di chi divulga notizie relative a Gladio - tra cui anche professori universitari e persone di alto spessore culturale - segue lo stile della campagna di disinformazione attuata anni fa dal KGB... quindi capite l'ardua impresa del doversi "difendere" da soli dalle BUGIE infinite?) Sentir dire ancora oggi che la colpa di atti vigliacchi , criminali e terroristici sia da imputare alla Gladio è davvero un amara delusione per tutti noi che ci abbiamo creduto e ancora oggi ci crediamo.

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Gladio si racconta:
«Nessun complotto servivamo la patria»
Messaggero Veneto — 24 novembre 2009 pagina 13 sezione: CULTURA - SPETTACOLO

Storia di finti complotti e di veri patrioti. Nel sottotitolo del libro scritto da Andrea Pannocchia e Franco Tosolini è racchiuso il senso dell’operazione editoriale Gladio , il testo realizzato con l’apporto esclusivo delle testimonianze dei volontari dell’organizzazione Stay Behind che sarà presentato venerdí, alle 18, alla biblioteca civica comunale di Cividale, in piazzetta Chiaruttini 5.

Un luogo - la città ducale -, scelto non a caso, perché è stata proprio questa la sede, durante lo scorso Mittelfest in luglio, di una delle prime uscite pubbliche del generale Paolo Inzerilli che guidò l’organizzazione dei volontari di Stay Behind, e del presidente dell’associazione che oggi li riunisce, Giorgio Mathieu. «Il libro ricostruisce l’esistenza della struttura attraverso la testimonianza di chi vi operò», conferma Mathieu. «L’obiettivo è ripercorrere in modo analitico e documentato la vera storia dell’organizzazione militare che nacque in virtú degli accordi tra la Cia e i servizi segreti dei paesi dell’Alleanza atlantica».

Mathieu pone l’accento proprio su questo aspetto: «In tanti anni non è mai stato sottolineato a sufficienza che Stay Behind era una struttura costituita in tutte i paesi dell’alleanza atlantica e non della Nato. Non è una pignoleria, ma una constatazione che serve a far comprendere come questi paesi abbiano continuato ad avere un’organizzazione di volontari che mirava a rispondere a un eventuale attacco alla libertà della popolazione, come previsto dal patto Atlantico, anche quando, come nel caso della Francia, non erano più vincolati dagli accordi Nato».

Il Patto Atlantico prevedeva ovviamente un attacco da parte del patto di Varsavia. «Su questo - osserva ancora Mathieu - in Italia c’è stata una pressione fortissima e molta disinformazione tanto che siamo stati accusati di avere svolto attività antipartitica, segnatamente contro il Partito comunista italiano; mentre noi eravamo utilizzati esclusivamente per compiti istituzionali in tutto analoghi a quelli delle Stay Behind degli altri paesi alleati». Il libro che sarà presentato a Cividale conta sulla prefazione del presidente emerito Francesco Cossiga «l’unico che ci difese», gli riconosce Mathieu. L’ex capo dello Stato evidenzia «la materia difficile, complessa e vischiosa» in cui si sono avventurati i due giovani studiosi, Pannocchia e Tosolini. Ricorda che Stay Behind fu un’organizzazione segreta che aveva il compito «di agire dietro le quinte in caso di invasione dell’Armata Rossa» e che fu poi inserita nelle strutture della Nato.

Cossiga delimita il contesto storico degli anni Cinquanta, rammenta l’esistenza di due blocchi. Del Nord-Est, in particolare, evidenzia l’alta partecipazione al progetto: «Dei 622 gladiatori piú di un terzo erano del Friuli Venezia Giulia», scrive. E la attribuisce a un legame ideale «tra la resistenza nel Litoral-Adriatico e la Gladio», una «tensione morale assolutamente antitotalitaria che in poche parole avrebbe dovuto ripetere ciò che era stato fatto sotto l’occupazione tedesca, ma stavolta in modo organizzato, centralizzato e protetto dai servizi segreti». Cossiga non manca di fare un riferimento al suo settennato che proprio le polemiche sul caso Gladio, a suo giudizio «esasperate dalla pubblicistica legata alla sinistra comunista», dovevano mettere in discussione fino a indurlo alle dimissioni. «Un complotto - a detta del presidente emerito - che mirava a occultare ciò che pochi anni dopo documenti come l’archivio Mitrokhin avrebbero reso pubblico». L’esistenza cioè, a suo dire, di una speculare Gladio rossa.

Cossiga parla dei gladiatori come di patrioti e conclude la sua prefazione invitando a restituire loro «piena onorabilità».
 
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venerdì 27 novembre 2009
 
Il fatto 'grave' è che sono migliaia se non milioni i telespettatori che seguono certe trasmissioni (e spesso danno per 'oro colato' tutto quel che gli si propone da una tv ritenuta ovviamente attendibile e super-partes), e devo ammettere che finora gran parte delle persone che hanno visto il filmato (paradossalmente tranne io perche non posseggo Sky, infatti ho dovuto vedere una registrazione che mi hanno inviato) hanno espresso quasi le stesse opinioni assai negative in relazione all'organizzazione Gladio.
Nonostante la mia spiegazione esaustiva relativa a campagne mediatiche di disinformazione attuate da anni e perpretate nel tempo, la mia ricostruzione perdeva consistenza di fronte ad un'entità televisiva considerata molto più "autorevole" della mia stessa singola persona. Della serie, se lo dicono in TV sarà vero, e tu dici le solite "stupidaggini" :-)
Basta leggere poi i commenti nei post di molti forum su internet in tema (dopo la visione del filmato) per capire ed interpretare la "percezione" della gente comune (l'opinione pubblica).
E' altrettanto vero che invece, al contrario, gran parte degli "addetti ai lavori" , conoscendo molto bene il tema da altri punti di vista, hanno tutt'altra opinione in merito, e tra loro traspare davvero molta indignazione ed amarezza dopo aver visto tale video.