Disinformazione

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La rotta tracciata dopo gli ultimi eventi appare sempre più confusa e di difficile interpretazione: "la circumnavigazione delle notizie" si nutre di tutte quelle informazioni necessarie, raccolte direttamente dalla fonte e fatte circolare attraverso vari canali d'informazione, in modo negativo o positivo...

Le campagne di disinformazione, volte a scandire i vari passaggi politici di un governo democratico allo scopo di confonderne idee e realtà sociali, con possibili costituzioni di gruppi militanti politici di forze estreme, pronti a colpire la “spina dorsale” dello Stato (le Istituzioni), “hanno obiettivi strategici di lungo periodo”.

Ci troviamo all’inizio di una strategia di campagna della disinformazione ed il pericolo è una possibile e strisciante rivolta interna al nostro Paese.

Negli ultimi tempi, accadono fatti che non lasciano ombra di dubbio: tutto fa presupporre che si voglia delegittimare ad ogni costo l’avversario politico, chiunque esso sia, purchè sia agevolata la propria fazione politica di appartenenza. L’Italia non sta vivendo una situazione favorevole, spesso, ultimamente, si assiste ad una mancanza di responsabilità anche e, purtroppo, da parte di onorevoli deputati…

La controinformazione, come azione possibile di contrasto alla disinformazione, deve ispirarsi e mirare a quei principi di verità e di democrazia, prima che le “notizie fabbricate ad hoc” penetrino nelle viscere del Paese, determinando “la progressiva modifica delle idee e dei sentimenti dei suoi cittadini”. Una controinformazione che rispetti i fatti reali e moderi le emozioni suscitate, altrimenti il rischio è la manipolazione non solo delle notizie ma anche dello stesso popolo

Marco Federico
(fonte : servizisegreti.com)
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Silendo :

Le campagne di Disinformazione ( prodotte da appositi organismi di Intelligence ) sono abbastanza complesse e pianificate nei dettagli per avere un effetto destabilizzante che duri nel tempo e che non si limiti alla diffusione di una singola o più notizie diffuse solo per un breve periodo. Chi "controlla" la notizia ha "il potere" mediatico sull'opinione pubblica, questo è il concetto fondamentale. L'efficacia della Disinformazione è data dalla frequenza, dalla ripetizione e dalla persistenza di notizie simili e comunque sia anche apparentemente differenti tra di loro ma che mirano a enfatizzare anche in modo subdolo un determinato episodio deformando la realtà e "producendo una nuova realtà" il quanto più possibile verosimile e quindi credibile. Una frase adatta e molto esemplificativa è quella tipo : "se lo dicono in tanti allora sarà vero...". Per chi non è del settore, è facile percepire notizie provenienti da fonti diverse come distanti tra loro, e non è affatto facile a volte fare correlazioni nell'immediatezza. Solo dopo alcuni studi (anche a livello di analisi semantica) è probabile scoprire che dietro a diverse notizie si nasconde pur sempre un unica regia.
Caso ormai famoso di un agguerrita campagna di Disinformazione ad opera di derivati del KGB è molto probabilmente quello del caso Gladio, che dal 1991 ai giorni nostri ha subito (e purtroppo ancora subisce), un attività di Disinformazione in grande stile con il contributo in backstage di potenti partiti politici e altrettanti personaggi pubblici che fungono da vettori non sempre consapevoli e a volte anche in buona fede. Nulla è lasciato al caso quando si "crea" una notizia artefatta con tanti testimoni MAI oculari, ma figli del "mi hanno detto, ho sentito dire, si dice che, dicono che...". E' facile essere involontariamente vittime di notizie false e distorte appositamente per danneggiare ed infangare l'immagine di una struttura definita Legittima come la Gladio (la Stay-Behind italiana), ma politicamente finora mai dichiarata tale in modo pubblico a tutta quell'opinione pubblica che negli anni ha creduto a complotti e dietrologie proprio perché accecati da anni di una imponente campagna di "Disinformazia".

Un link da leggere : http://silendolibertatemservo.myblog.it/

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Alcune osservazioni riguardo all'affermazione di Silendo (che condivido) circa il fatto che: "il caso Gladio é stata la più agguerrita operazione di disinformazione attuata dai derivati del KGB".
Per la veritá io penso che l'operazione sia stata concepita, pianificata e diretta da quel palazzo giallo in P.za Dzerzhinski a Mosca, quando era ancora la sede del famoso e famigerato Komitet Gosudarstvennoi Bezopasnosti - KGB, che aveva, tra l'altro, una specifica sezione dedita esclusivamente alle operazioni di disinformazia in tutto il mondo. Guardiamo le date: il KGB é sopravvissuto per qualche tempo alla disgregazione dell'Unione Sovietica, operando per il nuovo Governo russo fino al 6 novembre 1991. Il caso Gladio é scoppiato in Italia nell'ottobre 1990; quindi, considerando che sono occorsi certamente alcuni mesi per preparare e dare il via all'operazione, ritengo che la paternitá possa essere pienamente attribuita al KGB. Dopo la fine del KGB, al suo posto viene quindi il FSK - Federal'naja Slûzhba Kontrrazevedki (Servizio Federale di Controspionaggio), struttura che ufficialmente svolge solo compiti difensivi; in realtá segue quasi interamente la rotta del suo predecessore, con l'esclusione dei compiti di sorveglianza e repressione dell'opposizione anticomunista. È una struttura di transizione, che ha vita breve: nel 1995 viene sostituito - o meglio, modificato - dall'attuale FSB - Federal'naja Slûzbha Bezopasnosti.
In tutto il mondo, anche a seguito di cambiamenti radicali e magari violenti di un sistema politico, raramente si verifica un azzeramento totale dei servizi di sicurezza ed intelligence, per crearne altri completamente nuovi. Quasi sempre si tratta di operazioni di restyling, con cambiamenti di sigle e logo, epurazione dei vertici, ristrutturazioni organiche e modifiche - piú o meno sostanziali - di metodi, sistemi e procedure.
Questo é tanto piú vero nel caso del passaggio dal KGB al FSK e quindi al FSB. I nuovi servizi russi hanno ereditato dal grande predecessore non solo le strutture (compreso il palazzo giallo), i mezzi e le tecnologie, ma anche gran parte degli organici (humint) e, conseguentemente, molto dei metodi, dei sistemi, delle procedure, nonché dei c.d. obiettivi di ricerca (ossia, chi e cosa spiare).
Molto probabile quindi che i nuovi servizi abbiano portato avanti anche operazioni avviate dal KGB.
Al riguardo, esiste una prova inconfutabile, anche se la vicenda é stata accuratamente nascosta all'opinione pubblica dal Governo Italiano dell'epoca, in nome della ragion di Stato e di asseriti superiori interessi di politica internazionale ( io direi piuttosto di opportunismo politico).
Accade che alla fine del 1993 ( e quindi, ai tempi del FSK) il SISMI, con una brillante operazione di controspionaggio tutta e solo italiana, durata vari mesi, smaschera e smantella una rete dello spionaggio russo operante in Italia. Molti dei componenti della rete sono agenti (russi) che giá operavano nel nostro Paese per il KGB e che continuano a servirsi delle stesse fonti informative italiane (ossia traditori) che avevano reclutato, manipolato e gestito in piena guerra fredda. Tutto questo, a distanza di circa 4 anni dal disgregamento dell'Unione Sovietica. La notizia, anche se non pubblica, é assolutamente autentica. Mi é stata riferita da una fonte altamente qualificata ed attendibile che, naturalmente, ha chiesto di restare anonima ma che mi ha fornito le prove delle sue rivelazioni: nome, luoghi e date dell'operazione, identitá di alcuni protagonisti della vicenda, dall'una e dall'altra parte, e anche un documento che da solo sintetizza ed autentica tutto il racconto. Mi ha persino riferito una battuta che dopo la conclusione dell' operazione circolava tra gli agenti italiani che vi avevano preso parte: " la vicenda non é stata resa pubblica dal Governo perché la relazione che il Servizio ha inviato al Presidente del Consiglio é stata divorata da un enorme SORCIO che (all'epoca) circolava nelle stanze di Palazzo Chigi". (!!!)
Questo, a dimostrazione dell'esistenza di una evidente continuitá di interessi, metodi ed obbiettivi tra il vecchio KGB ed i suoi successori: ed a sostegno della tesi di Silendo, secondo cui l'operazione "caso Gladio", dopo piú di dieci anni, non si é ancora conclusa, visto che i manipolati italiani (che nel frattempo hanno fatto molti proseliti) continuano a spargere menzogne e calunnie e ad alimentare polemiche sulla vicenda.
Mi astengo da esprimere le mie valutazioni di ordine morale sulla infamia commessa in danno di tanti coraggiosi, onesti, fedeli e disinteressati servitori della Patria, molti dei quali hanno avuto la vita completamente sconvolta dalla pubblicazione delle liste dei Gladiatori. Troppe parole sono giá state spese al riguardo, e - purtroppo - troppo poche a difesa di questi leali patrioti ed a sostegno della legittimitá costituzionale ed istituzionale della struttura Stay-behind.
Mi limito ad osservare, sotto un profilo meramente tecnico-professionale, che - dal "loro" punto di vista, si é trattato di un'operazione perfettamente studiata e realizzata, coronata da pieno successo.
Giá nella primissima fase dell'operazione (le rivelazioni pubbliche), i manipolatori della vicenda riuscirono a:
- indebolire il sistema difensivo italiano. Pur con la fine della guerra fredda, una struttura ben articolata e diretta come Gladio avrebbe potuto agevolmente essere riadattata per altre esigenze di sicurezza nazionale (ad esempio, contro il terrorismo internazionale);
- mettere in crisi, di fronte all'opinione pubblica nazionale, non solo il Governo, ma tutto il sistema politico democratico del Paese (fu infatti sfiorata una grave crisi istituzionale);
- mettere in imbarazzo il Governo Italiano di fronte ai Governi dei Paesi europei della NATO che disponevano di strutture analoghe a Gladio e che, dopo le rivelazioni italiane, furoono costretti ad ammetterne l'esistenza e, conseguentemente, liquidarle;
- sgretolare tutta la struttura di "difesa non convenzionale" della NATO in Europa, basata sulla rete Stay-behind esistente in quasi tutti i Paesi aderentii al Patto Atlantico, e di cui Gladio era una importante cellula.
Dal "nostro" punto di vista, bisogna riconoscere che mancó una adeguata risposta a questa campagna, un'operazione di controinformazione per ribattere le calunnie e le menzogne diffuse. D'altronde, il SISMI ne fu impedito non solo dalle direttive dell'Autoritá di Governo, ma anche dalle forti pressioni e le pesanti ingerenze esercitate da gruppi politici, alcuni magistrati e una parte dei media (tutti orientati nella stessa direzione politica).
Non dimentichiamo che in Italia i Servizi non hanno nessun potere di controllo o semplicemente di influenza sui media, a differenza di quanto accade nei sistemi non democratici.
Tutto questo é solo il mio punto di vista, che - avendone avuta la possibilitá ho sentito il bisogno di manifestare
janus*sic